il pittore e le oche


genere: documentario di creazione
durata: 58′
produzione: Vivaimago
soggetto e regia: Guido Bandini

Cosa rimane di un pittore dopo la sua morte? Cosa genera la sua assenza ? quanto può durare la forza di un sogno?

Vincenzo Raccosta, allevatore di oche e pittore autodidatta, ha cercato per tutta la vita di fondere la sua passione per l’arte al suo amore per la terra. Una vita semplice e generosa, stroncata all’improvviso, che lascia sgomenti le sorelle e gli amici fra i quali molti pittori affermati che da anni frequentano assiduamente il suo Casale di campagna: un luogo antico e inconsueto, un’oasi di pace e convivialità che Vincenzo è riuscito col tempo a trasformare in uno spazio di confronto e scambio di idee, fino a diventare sede di mostre collettive d’arte da lui intitolate “Artenaturalmente”.

Alla visione dei luoghi e delle tele, si sovrappone il racconto delle sorelle e degli amici pittori, a delineare un animo generoso e un po’ naif, il carattere di un uomo profondamente radicato ai valori dell’amicizia e dell’onesta, che si condensavano in un approccio etico di lavorare la terra e di tenere gli animali  insieme alla sua vera passione, la pittura, che coltivava non senza difficoltà quando il suo lavoro di allevatore glielo consentiva: la volontà di imparare a dipingere secondo i consigli che chiedeva e riceveva dagli amici, con le partecipazioni a vari premi e mostre di pittura.
Nonostante oggi il Casale sia senza il suo padrone, restano le tracce della sua presenza e le quattro oche che Vincenzo aveva risparmiato all’inevitabile sacrificio; restano i suoi quadri, la sua visione del mondo e la volontà delle sorelle di mantenere viva la memoria del fratello.

 

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